Il comitato

Tra gli obiettivi che il comitato organizzatore della Notte dei Pirati di Porto Ercole si è proposto fin dalla sua costituzione, pochi mesi fa, c'è quello di affermare sempre più il legame dell'ormai celebre evento con la storia del paese. Un impegno coerente, del resto, con le origini della manifestazione, che in qualche modo vuole ricordare avvenimenti – vale a dire gli sbarchi e i saccheggi dei famosi corsari turchi – che si svolsero nel mare di Porto Ercole e sulle sue coste. A tale scopo, sono state individuate una serie di iniziative volte al recupero e alla restituzione agli abitanti del paese di antichissimi luoghi e strutture, da molto tempo bisognose di qualche cura in più che ne assicuri una migliore conservazione, o che da altrettanto tempo non sono più, nella pratica, fruibili da residenti e turisti. È il caso, ad esempio, delle mura perimetrali del borgo antico, soprattutto quelle a est, vale a dire dal lato mare, che rischiano di scomparire, nascoste e a tratti danneggiate dalla vegetazione. Con lo slogan “Salviamo le mura”, appositamente coniato, il comitato si propone già nei prossimi mesi di avviare una capillare opera di ripulitura che possa essere il viatico per successivi interventi di recupero strutturale. Le quattrocentesche mura senesi sono tra i più antichi e preziosi manufatti di Porto Ercole, e forse più di ogni altro ne raccontano, anche simbolicamente, la storia civile e militare, per cui riportarle al migliore stato possibile si impone ormai come esigenza non più procrastinabile. Ad esse collegato è il sottostante bastione di Santa Barbara, la cui parete che affaccia sul mare necessita delle medesime attenzioni. Un altro settore di interventi sarà finalizzato al “Recupero delle antiche Vie”, ovvero le strade un tempo percorse dagli abitanti del luogo, tra il paese e le dominanti fortezze. In particolare, quella che univa il centro abitato al vecchio “Camposantino”, come è denominato il piccolo cimitero di origine settecentesca prospiciente la strada panoramica, che fa parte a sua volta del progetto di ripulitura. Anche il ripristino di quei sentieri ormai vivi solo nella memoria degli abitanti più anziani, da tempo sommersi dalla ricca vegetazione e a malapena distinguibili, rientra infatti a pieno titolo in un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, attraverso il recupero fisico dei luoghi vuole, ancor più, mantenerne viva la memoria e la presenza.